Film d'autore

“Grazie a Dio” da Giovedì 24 a Domenica 27 h 17,00 e 21,15

 

Interrogato sul fatto che un suo sacerdote pedofilo l’avesse fatta franca per tanto tempo, il cardinale Barbarin si è lasciato sfuggire che «Grazie a Dio è intervenuta la prescrizione». Come se quest’ultima, prevista dalla giustizia laica, equivalesse anche a un’assoluzione della Chiesa. Ed esentasse dunque quest’ultima dal prendere decisioni per fermare e punire l’azione del prete. Il cardinale ha riconosciuto il lapsus. François Ozon non l’ha perdonato. Il titolo del suo film è come uno schiaffo. Ozon è garbato nella narrazione e nelle immagini. “Grâce à Dieu” è uscito in 307 sale, in tutta la Francia, al momento giusto: mentre a Roma si riuniva l’eccezionale assemblea di vescovi per trattare il problema della gli abusi sessuali su minori. Fino all’ultimo la proiezione del film, che ha ricevuto il Gran Premio della giuria al festival di Berlino, ha rischiato di non essere autorizzata.

UN FILM SORRETTO DA UNA LUCIDA ESIGENZA, SENZA COSTRUZIONE MELODRAMMATICA O RETORICA PAMPHLETTISTICA.

François Ozon appartiene da tempo di diritto a quel ristretto numero di registi (vedi ad esempio Steven Soderbergh) le cui opere, se presentate a uno spettatore ignaro della loro filmografia, potrebbero venire tranquillamente attribuite a realizzatori diversi l’uno dall’altro.