Film d'autore

“La Belle Epoque” Prossimamente

 

UNA MESSA IN SCENA GIOIOSA DI UN CINEMA CHE REGALA UN SORRISO PERSISTENTE ALLO SPETTATORE.

Convocate tutte le celebrità del cinema francese maggiore (Pierre Arditi e Denis Podalydès) e tutte le convenzioni della commedia degli equivoci, La Belle Époque è una messa in scena gioiosa del cinema che consente a Daniel Auteuil di ritrovare l’umorismo toccante dei vecchi ruoli e a Fanny Ardant la luccicanza sentimentale dei film di Truffaut, quella che la faceva svenire in un parcheggio dopo un bacio e le lasciava le cicatrici sui polsi perché in definitiva l’amore fa male. Convinti di non poter più stare insieme, le loro mani allacciate nel gran finale non intendono ragione. Perché Victor e Marianne sono fatti per accendersi e le loro mani per afferrarsi. Fatti per bruciare sempre e probabilmente ferirsi ancora.

Non diremo di più sulla trama (sarebbe un peccato spifferare troppo all’orecchio dello spettatore…), se non per sottolineare che parte del piacere che si ha nel seguire questo film viene dalla piccola rivincita che qui si prende l’epoca in cui ci si parlava senza guardare il proprio telefono su quella attuale, in cui abbiamo talmente tutto “on demand” che quasi ci dimentichiamo di vivere la nostra vita, con il rischio di averne una “tarocca”. Questa candida rivincita è quella di Victor, l’unico “cliente” di Antoine che non sceglie di immergersi in un’altra vita, ma nella propria (non a caso Antoine, un uomo che si è fatto da solo e un po’ abbagliato dalla sua onnipotenza, lo considera come un padre), senza perdere di vista il fatto che la vita non può essere vissuta di nuovo nello stesso modo e che la sua la bellezza viene in gran parte dalle sue imperfezioni. In effetti, la gioia di Marianne nell’usare i gadget moderni non ha paragoni con lo squisito tormento che le procura il morso della realtà. E solo Fanny Ardant sa come esprimerlo in un sospiro: “È orribile! È bello!”.

La Belle Époque, irresistibile per tutto questo e perché il bel cast di attori qui riuniti (che comprende anche Pierre Arditi e Denis Podalydès) sembra divertirsi alla follia.