Film d'autore

” Sarah & Saleem – Là Dove nulla è Possibile” da Giovedì 25 a Domenica 28

UN FILM EMOTIVAMENTE SORPRENDENTE, IDEOLOGICAMENTE SPIAZZANTE E DIFFICILE DA DIMENTICARE.

Sarah, israeliana, gestisce un bar a Gerusalemme, ha una figlia piccola di nome Flora e un marito nell’esercito. Saleem, palestinese, fa consegne di pane, ha una moglie incinta e problemi ad arrivare a fine mese. I due s’incontrano, si piacciono, intraprendono una relazione clandestina che si consuma con cadenza settimanale nel furgone di lui. Basta una rissa in un pub a Betlemme ad accendere la miccia, ne esploderà un’indagine più politica che privata in cui tutti sono contemporaneamente colpevoli e innocenti.

A Gerusalemme o a Betlemme, in Palestina, paesi IN GUERRA, nemmeno il sesso in un furgoncino si può fare IN PACE. Partiamo da qui, da una battuta, per affrontare il resto.Il comico assunto del film in cui un sexual intercourse tra una donna israeliana e un uomo palestinese,  che si incontrano segretamente poichè entrambi sposati, è la base di partenza per una riflessione profondissima, che vira su più fronti, quello sociale, quello politico, quello umano, quello della giustizia, quello del potere e quello della libertà individuale. Cosa semplicissima in occidente, in medio oriente non lo è affatto.Si perchè lei, moglie di un colonnello dell’esercito israeliano si consola dalle assenze del marito con un fattorino palestinese che, oltre a pacchi di pane e brioches, le consegna la sua passione in mano.Questo in positivo testimonia come la reciproca attrazione vada al di là di religione, credenze politiche, etnie e odi locali.A causa di una serie di situazioni sfortunate però, la clandestinità dei due e, di conseguenza, le loro vite, si ingarbugliano e divengono in negativo, la propaganda di potere ed egoismo, auto salvazione, tentativo bieco di proteggere il proprio reciproco deretano dalla catastrofe, chi più o chi meno attenzione all’altro.Quindi vengono coinvolti i servizi segreti palestinesi, le famiglie, l’esercito, avvocati e giustizia e il tutto diviene un caso di stato, dove menzogna e verità combaciano, in una trama del tutto shakesperiana e medioorientalmente hitchkockiana, in cui le verità di stato non sono le verità private.Una sceneggiatura geniale, la regia di Muayad Alayan, dimostrano come si possa creare un film originale e potente, creativo e vero,  netto e aperto al tempo stesso, perchè senza giudizio, basato su di un episodio realmente accaduto che coinvolge lo spettatore come fosse un thriller, lo anima emotivamente come se seguisse una telenovela, lo appassiona come una serie di cui non vorrebbe mai la fine e lo intriga come una spy story.Ottimi attori e ben diretti, calpestano un terreno minato, quello dei rapporti interpersonali, della noia famigliare e delle incomprensioni reciproche, quello della passione fisica e della voglia di evasione da una routine.Alzi la mano chi non ha mai provato una cosa del genere.Alzi la mano chi da una semplice scappatella è finito in una questione di sicurezza governativa.